BIOENSEMBLEPROGETTIAGENDADISCOGRAFIA MEDIACONTATTI     

 

 

PROGETTI

 

LAUDE, BALLATE, SALTARELLI & VILLANELLE
Tradizione scritta e tradizione orale tra Medioevo e Rinascimento

Il concerto debutta nel 2003 al Festival Internazionale di Musica Medievale di Erice, nel corso degli anni l'ensemble lo replica in molte altre occasioni per importanti Enti italiani e nel 2013 il progetto si concretizza in un CD prodotto dalla Tactus che ha ricevuto molti apprezzamenti.  Aquila Altera  ha realizzato in questo lavoro un particolare percorso musicale che accosta la musica di tradizione colta, dunque scritta, alla musica che deve la propria esistenza alla forma di trasmissione orale. Una ricerca che accosta quindi i due repertori cercando di mettere in luce la possibilità di un eventuale rapporto sotto il profilo non solo musicale ma anche testuale. Il repertorio proposto, interamente italiano, vede l'accostamento di brani provenienti da manoscritti e raccolte a stampa, risalenti ad un periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo, a musiche e prassi esecutive che possono essere ricondotte a modalità di tradizione orale e all'uso di strumenti musicali della tradizione italiana, oltre a quelli più comuni, ricostruiti sulla base delle fonti storiche, sui quali primeggia per presenza e rilevanza musicale la zampogna.

LAUDAR VOLLIO PER AMORE
Francesco raccontato con le parole e la musica del suo tempo

Lo spettacolo,  "LAUDAR VOLLIO PER AMORE, Francesco raccontato con le parole e la musica del suo tempo,"   nasce come un "viaggio" sonoro attorno alla figura di S. Francesco che non vuole ripercorrere cronologicamente la sua vita, ma cerca di rievocare attraverso le sue parole e quelli dei biografi a lui contemporanei, o di poco successivi, l'atmosfera che si respirava in quegli anni, sottolineate e commentate attraverso una scelta di musiche significative sia per il periodo storico che per gli argomenti trattati. Tra i testi e le musiche scelte il concerto presenta il Testamento  e la lauda di Jacopone da Todi "O Francesco da Deo amato" di S. Francesco e le laude del laudario di Cortona dedicate al Santo.  Lo spettacolo ha debuttato nel 2000 al Festival Internazionale del Teatro Medievale di Anagni

DONNA DE' PARADISO
la devozione mariana nell'Europa Mediterranea tra XIII e XIV secolo.


Il Laudario di Cortona,
Las Cantigas de Santa Maria ed il Llibre Vermell de Montserrat sono gli esempi più illustri dei componimenti musicali dedicati alla Vergine tra XIII e XIV secolo. Il Laudario di Cortona, conservato nella Biblioteca del Comune e dell'Accademia Etrusca e rinvenuto nel 1876 dal bibliotecario Girolamo Mancini, rappresenta il corpus più antico di testi italiani musicati. Appartenuto alla confraternita di Santa Maria delle Laude eretta presso la chiesa di San Francesco in Cortona, ci conserva 66 laude di cui 46 con notazione musicale. Tanto scarse sono le testimonianze relative all’uso degli strumenti di accompagnamento delle laude, quanto numerose sono quelle  trasmesseci dalle iconografie presenti nei codici delle Cantigas de Santa Maria. Questi canti dedicati alla Vergine sono presenti in quattro codici, di cui tre notati, e riccamente miniati essi  riproducono in pratica l'intero strumentario medievale.   Il codice chiamato Llibre Vermell de Montserrat, presente una particolare caratteristica infatti esso contiene indicazioni specifiche sul contegno da tenere da parte dei pellegrini nel Monastero di Montserrat e i canti che potevano esservi intonati. Le composizioni raccolte nel libro sono dieci e nove di esse sono appunto dei canti di devozione e preghiera rivolti alla Madonna.

CANTIGAS

 

musica alla corte di re Alfonso

 

Il programma CANTIGAS sviluppa un aspetto molto particolare di questa vasta raccolta e cioè presenta quelle cantigas che traggono e sviluppano il loro tema dal canto gregoriano. Le CANTIGAS DE SANTA MARIA dedicate alla Vergine Maria furono realizzate durante il regno di Alfonso X El Sabio e narrano storie di pellegrinaggio, di peccato e di devozione profonda in cui interviene miracolosamente Santa Maria, per premiare o per punire e ogni dieci cantigas che potremmo definire narrative, ce n'è una de loor, cioè di lode.  Le melodie sono talvolta totalmente originali altre denunciano un debito nei confronti di probabili fonti popolari, liturgiche e para – liturgiche, della musica trobadorica e forse anche della contaminazione con la letteratura musicale degli arabi, che dominavano il sud della penisola iberica. Tra le varie forme musicali quella che compare più spesso è quella che si avvicina al virelai. Il canto gregoriano fu una delle diverse fonti da cui le Cantigas presero forma e vita. e ì compositori delle Cantigas hanno attinto a melodie già conosciute rielaborandole per creare l’intero corpus di canti in onore della Vergine. Il concerto ha debuttato per la Società Aquilana dei Concerti "B. Barattelli" nel  2008.

AVE NOBILIS
 

incontri e racconti lungo le vie del Medioevo

 

Le vie del medioevo erano ben più animate di quello che generalmente si pensa.
Pellegrini, crociati, mercanti,  clerici e molti altri ancora, si spostavano per raggiungere differenti luoghi; santuari, corti, monasteri e città queste erano le mete designate. Il concerto vuole ripercorrere attraverso la musica i luoghi che un viaggiatore medievale sulla sua strada e nei quali trovare rifugio. Il programma quindi presenta brani del XIII e XIV secolo, sia
sacri che profani, che meglio rivelano questi differenti aspetti della cultura medievale. Musica di corte e musica sacra, danze strumentali e canzoni d'amore possono rivelare non solo il linguaggio musicale del medioevo, ma anche elementi della vita quotidiana dell'uomo del tempo.

 

L' AMORE A MME VENENDO
Il Quattrocento sacro in Abruzzo

L'Abruzzo,  nel  Medioevo e nel  Rinascimento,  fu  uno dei  luoghi tra  i più fecondi nell’ambito della storia  musicale e culturale italiana. Infatti l'Abruzzo fu tutt'altro che una terra periferica o isolata e il concerto vede protagonisti codici e musicisti abruzzesi che operarono in Abruzzo e nelle numerose corti italiane influenzando la musica del periodo. Una conferma dell’ importanza della musica abruzzese nell’antichità ci viene dai Corali di Guardiagrele, che conservano rare polifonie sacre del primo Quattrocento. Tra l'altro hanno tramandato un interessante esempio di contrafactum di una tra le composizioni più conosciute di Francesco Landini, la ballata Questa fanciull' Amor, per intonare l'Agnus Dei. Non possiamo poi sottovalutare un altro polo che dovette essere particolarmente importante in Abruzzo durante il ’400, quello della città di Ortona: il manoscritto G 20 della Biblioteca Comunale di Perugia, un codice di provenienza probabilmente francescana e vicino al repertorio internazionale della corte aragonese, contiene infatti alcuni unica di Aedvardus de Ortona. Il concerto realizzato con l'ensemble vocale Le Cantrici di Euterpe presenta inoltre alcune laude aquilane ricostruite dal musicologo Francesco Zimei.

I LIETI GIORNI DI NAPOLI
Concertini italiani in aria spagnuola

Girolamo Melcarne autore della raccolta I LIETI GIORNI DI NAPOLI è detto il Montesardo dal nome della località in cui nacque intorno al 1580, Montesardo di Alessano. Montesardo svolgerà diversi incarichi in differenti città italiane; e alla sua permanenza a Firenze risalgono le sue due prime opere pervenutici a stampa.  

I lieti giorni di Napoli rappresentano il tentativo di riprodurre e diffondere a Napoli il nuovo stile monodico, sperimentato negli anni trascorsi a Firenze e venne pubblicata l’anno dopo il suo arrivo a Napoli avvenuto nel 1611 e Montesardo lo dedicò viceré Pedro Fernández de Castro, conte di Lemos, un nuovo libro di musiche, dichiarando nella prefazione che …se ben in un’altra Opera di Musica lodai Fiorenza, per le notti allegre, non mi pareva conveniente tacer le devute lodi della mia bella, e gentile Napoli….Complessivamente sono sette i brani scritti in questo stile presenti nel volume. Il primo, collocato ad apertura del libro, ricorda da vicino un prologo d’opera ed è quasi un calco di quello che apre la Dafne di O. Rinuccini. Mentre il brano Ite sospiri – La stratiosa, rivolge le sue pene amorose ad una fanciulla di nome Amarilli, di cacciniana memoria. La raccolta mostra per la prima volta l’uso, in composizioni vocali, dell’alfabeto per chitarra.

PER FOCO O PER GELO
tormenti d'amore nella musica del Seicento

Il programma del concerto prende il titolo da uno dei versi di una delle arie più famose di Claudio Monteverdi dal titolo “Si dolce è’l tormento” ed il concerto si sviluppa attraverso l’esecuzione di brani vocali e strumentali che da un lato evidenziano il modo in cui con autori come Rognoni, Frescobaldi e Marini, dall’inizio del Seicento la musica strumentale esprimerà sempre più le caratteristiche timbriche e virtuosistiche del violino dall’altro mostrano la strada che la musica vocale intraprese verso la costituzione del dramma in musica. Infatti tra la fine del XVI sec. e l’inizio del 1600 diverse istanze contribuirono alla nascita di quello che poi sarà il melodramma. Le esperienze della Camerata fiorentina e degli intermedi musicali inseriti nelle commedie ed anche nel teatro gesuitico, contribuirono a dare vita ad una produzione di pagine musicali che saranno di viatico all’aria d’opera. Gli stessi autori di queste prime “arie, ariette e mezz’arie” produrranno opere in cui sebbene si attribuisse al recitar cantando il ruolo primario, l’aria da subito incontrò il favore del pubblico e per il compositore rappresentò il momento musicale in cui riusciva a realizzare più compiutamente la sua vena creativa. I brani in programma propongono una selezione di musiche vocali di Landi, Monteverdi, Merula, prendendo le mosse dall’esempio di Caccini e Peri, costituiscono infatti  i momenti fondamentali per l’affermarsi del bel canto.

 


          2014, Aquila Altera ensemble. All rights reserved