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AQUILA ALTERA
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Francesco raccontato con le parole e la musica del suo tempo
Maria
Antonietta Cignitti canto,
arpa, Emiliano
Finucci canto,
viella Lara Di Battista canto, Sara Signori canto, Luciana
Mattioli flauti dritti, flauto e tamburo, flauto doppio, cornamusa, voce Marco Giacintucci vielle, zampogna doppia, voce Antonio Pro liuto, oud, chitarrino medievale, voce Massimiliano Dragoni percussioni, salterio a percussione, organistrum
Enrico Fink voce recitante
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Lo spettacolo, "LAUDAR VOLLIO PER AMORE, Francesco raccontato con le parole e la musica del suo tempo," nasce come un "viaggio" sonoro attorno alla figura di S. Francesco che non vuole ripercorrere cronologicamente la sua vita, ma vuole rievocare attraverso le sue parole e quelli dei biografi a lui contemporanei, o di poco successivi, l'atmosfera che si respirava in quegli anni, sottolineate e commentate attraverso una scelta di musiche significative sia per il periodo storico che per gli argomenti trattati. La prima lettura è rappresentata dal Testamento che Francesco fra l'agosto ed il settembre 1226, pochi mesi prima della sua morte avvenuta in ottobre, lascia ai suoi frati. Questo scritto rappresenta il documento chiave di tutta l'esperienza di Francesco. Egli infatti vi condensa il nucleo della sua scelta di vita ribadendo con forza l' ispirazione divina di ogni sua azione, ricordando di essere stato solo uno strumento nelle mani del Signore e l'immediato legame con l'insegnamento evangelico, riconoscendo inoltre nell'incontro con i lebbrosi l'episodio centrale della sua conversione. Tra
i vari brani musicali proposti sono inserite alcune laudi tratte dal Laudario
di Cortona, codice medievale risalente alla metà del 1200. Le laudi
iniziali e finali testimoniano infatti quanto già fosse rinomata ed
importante la figura di Francesco negli anni subito successivi alla sua morte,
tanto da essere cantata dalle confraternite di laici alle quali egli stesso
con la sua spiritualità aveva dato una spinta importante per l'evolversi di
queste forme di canto e preghiera. Infatti sempre di Francesco e dei suoi
frati ricordiamo che i suoi biografi ci raccontano che: "
Non andavano a predicare ma ...andarono come rondini a primavera......e
...Francesco cantava in francese, lodando e benedicendo il Signore....." Un
altro momento della vita del Santo che verrà sottolineato fu quello subito
precedente la Sua conversione, e cioè il momento della gioventù in cui
Francesco conobbe una vita più mondana. Questi fatti sono ricordati nella
Vita seconda di Tommaso da Celano compilata tra il 1246 ed 1247, e sono
commentati musicalmente dai canti tratti dai Carmina
Burana e dalla Festa dell'Asino risalenti al XII - XIII secolo. Momento
saliente e fortemente evocativo dello spettacolo è rappresentato dalla lauda
di Jacopone da Todi "O
Francesco da Deo amato"
. Jacopone descrive infatti Francesco come il nuovo Cristo venuto a
sconfiggere di nuovo il demonio. Dopo avere illustrato le armi del nuovo
cavaliere Jacopone descrive, drammatizzandola efficacemente, la schermaglia
tra Satana e Francesco, che si conclude con la
disfatta del nemico infernale. Per
concludere in questo quadro non poteva mancare il "Cantico
delle creature" il
canto gioioso di lode e di ringraziamento, prima grande lode a Dio scritto dal
Santo nella novella lingua italiana, che sicuramente aveva anche una sua
musica ma di cui non abbiamo più alcuna notizia. Esso rappresenta un testo
eccezionale, composto tra il 1224 ed 1225 fu celebrato come l'espressione più
completa e lirica dell'animo e della spiritualità di Francesco. Maria Antonietta Cignitti |
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